LImmagine del mondo

In contrapposizione al grande sviluppo della filosofia e della teologia si verifica una stasi nell'interesse verso le scienze naturali, per la mancanza del metodo induttivo-sperimentale e per la svalutazione dell'osservazione diretta. Di conseguenza i testi scientifici di molti secoli del Medioevo sono per lo pi compilazioni che si limitano a divulgare il pensiero degli antichi: Aristotele, Plinio il Vecchio, il geografo Solino, l'astronomo Tolomeo. Le descrizioni del mondo ad esempio si rifanno sempre allImago mundi del vescovo Onorio di Autun (sec. XII). Quella che segue una compilazione significativa d'un complesso di credenze diffuse fra i dotti, che un ignoto   l'autore intende comunicare a un pubblico pi vasto.

 

I. FORMA DEL MONDO -Mondo uiene tanto a dire come da tutte parti commosso, perci ch'elgli sempre in mouimento. La ymagine & sembianza del mondo com'una palla ritonda e a similitudine d'uno huouo; et diviso pei suoi elimenti. Che si come l'uouo coperto & fasciato del guscio & dentro, tutto inchiuso de l'albume, si ui il tuorlo & in meo del tuorlo ae altressi come gocciola di sangue appreso; e altressi il mondo ae questa sembianza imperci ch' auironato da tutte parti del cielo, cosi come l'uouo auironato dal guscio. Et dentro dal cielo puro, ch' appellato fuoco, si come il bianco dell'uouo appresso del guscio. Et appresso del fuoco si l'aere, si come il tuorlo appresso de l'albume ouero bianco dell'uouo. Et appresso auironata la terra dell'aere, si come la gocciola uermiglia del sangue in meo del tuorlo.

VIII. ASIA: IL PARADISO TERRESTRE - Asya fue cosi dinominata per una reina che fue cosi appellata. Et Asya la prima e la maggior tera parte del mondo. In Asia il Paradiso Terrestro, il quale un luogo molto dilectoso e pieno di molto gran deliie. Et in latino chiamato paradiso delitianum. Et un luogo nel quale neuno non puote entrare, imperci che tutto e auironato di muro di fuoco alto infino al cielo. Et in questo luogo l'albero di vita che chiunque ne mangiasse di quel fructo giamai non morrebbe ma sempre si manterebbe in uno stato. Et nel meo di quello luogo nasce una fonte de la quale escono quattro fiumi. Il primo a nome Gyon, e 'l secondo Fison, e 'l tero Tigris, e 'l quarto Eufrates. Fison, ch' appelato Nylo, se ne uae per la terra d'India & nasce, secondo che si dice, presso del monte ch' appellato Orcabares e corre contra oriente infino a tanto che entra nel mare ch' appellato Occeano. Et andando molto uerso il ponente fa ysola in meo di se chiamata Mereon. Al da seo piegato in uerso septentrione et cresciuto di tostani crescimenti  bagna le pianure d'India. E altri sono ke dicono che presso ad Athalante esce di fonti e incontanente s'atuffa in arene e per quelle passando per piccolo spaio fa lago. Et quindi allato al mare uerso oriente uae per li diserti d'Etyopia. E anco dal lato manco piegato, uiene ad Egypto. E cosa uerace che questo fiume molto grande, il quale di cotal nascimento e di cos lungo corso. Et in ueritade, del Nylo nascono tutte le marauiglie, il quale presso al suo nascimento i barbari l'appellano Dara e tutti gli altri habitatori l'appellano Nylo.

INDIA: MERAVIGLIE  - Douete sapere che ne la terra d'India ae cliiijl regioni e molti populi e le selue e li albori del monte sono si altissime ke toccano le nuuole del cielo. In terra d'India ae una gente ch' appellata Piccinnaca che sono di statura di lunghea due cubiti e anno continua battallia con una generatione d'uccelli ke s'appellano grui. E sono ad meati di loro etade ne' quattro anni e ne lottauo anno sono uecchi. Appresso costoro nasce il pepe ch' bianco di colore, secondo che dice il Mappamondi; ma diuenta nero perci che li abitanti di quel paese quando il uolliono colliere mettono fuoco sotto li albori e selua oue nasce il pepe, allora diuenta nero. In terra d'India uae un'altra maniera di genti che sono appellati Macabeos e sono lunghi di statura. xij. cubiti e anno continua battalia coi grifoni. Questi grifi anno corpo di leone e aIe e unghie come aquila. Ancora u'ae altre genti che sono appellati Aragocas e Bragmanos. Questi si mettono nel fuoco di lor propia uolunta per amore dell' altra uita. Ancora u'ae altre genti che uccidono i lor padri quan do sono uecchi e fanno de le lor carni grandi conuiti. E quelli che questo non facesse, sarebbe giudicato per crudele e per cos pessimo come chi tra noi facesse il somigliante. Ancora u ae altre genti che manucano i pesci crudi e beono l'acqua del mare salata. Ancora u'ae altre marauiglie di pi di mille maniere. E una di queste marauiglie si l'una ne le genti e l'altra ne le bestie. Ancora ae in questa terra d'India altre generationi di genti c'anno i piedi a ritroso e anno in ciascuno piede. viii. dita. Ancora u'ae altre genti c'anno capi di cane e anno unghie arroncilliate e uestonsi de le pelli de le bestie e latrano e abaiano come cane. [...] Ancora si u'ae altre genti che sono appellati Monocoli e sono cosi appellati percio ke non anno se non un occhio. Ancora u ' ae altre genti che sono appellati Arismaspi e altre che sono appellati Ciclopes e altri che sono appellati Cenopedes. E questi non anno se non uno piede e corrono come uento e quando si uolliono riposare in terra, leuano il piede e cuopronsi col piede medesimo come d'una targia e fanno si ombra col piede. Ancora u'ae altre genti che non anno capo e anno gli occhi ne le spalle oueio homeri e anno le nari rileuate in su e anno grandi due pertugi per bocca e anno setole nel petto come bestie e sono appellati Aephalos.

Tratto da: F. Chiovaro, L 'Ymagine del mondo, Napoli, Loffredo, 1977.